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Commercialista, niente proroga adempimenti fiscali: in quarantena e al lavoro

di Isidoro Trovato (corriere.it)

La Nota della Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate è stata chiara: nel caso in cui un «lavoratore autonomo che svolga l’attività di intermediario fiscale» (commercialista) dovesse finire in quarantena, non è possibile sospendere o differire i termini degli adempimenti tributari. Insomma il commercialista è l’unico lavoratore costretto a lavorare anche in quarantena da Covid. Scatta per questo motivo la protesta dei commercialisti. «È sotto gli occhi di tutti — protesta Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti — una inaccettabile situazione di disparità di trattamento patita dai professionisti. Una situazione che denunciamo da tempo. Ora bisogna attivarsi tutti perché le proposte presentate in Parlamento per risolvere questo annoso problema vengano al più presto approvate. Proprio partendo dalla constatazione dell’assenza di una norma specifica in materia il Consiglio Nazionale ha chiesto di promuovere un emendamento al D.L. Ristori che prevede la sospensione per 30 giorni dei termini per gli adempimenti tributari, previdenziali e assistenziali, nonché per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali, amministrativi, contabili e tributari, che scadono nei trenta giorni successivi all’inizio di una malattia conclamata da Covid 19 o di una quarantena fiduciaria o di un isolamento obbligatorio, naturalmente sia per quanto riguardante il professionista sia per quanto di interesse dei sui clienti».